L’importanza dell’educazione affettivo-sessuale fin dall’infanzia secondo la letteratura e in una visione ACT
- Laura Marion

- 9 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

In questo periodo si parla molto nei Media e nei Social di educazione affettivo-sessuale, ma difficilmente si affronta la questione da un punto di vista specialistico.
L’infanzia è un periodo cruciale per lo sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo. Introdurre un’educazione affettivo-sessuale in tutti i contesti di vita (come ad esempio famiglia e scuola) fin dai primi anni significa fornire strumenti per comprendere il proprio corpo, le emozioni e le relazioni, in modo graduale e adeguato all’età.
L’UNESCO definisce la “Comprehensive Sexuality Education” come un percorso che fornisce “conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori” fondamentali per il benessere, per la prevenzione della violenza e per relazioni sane (UNESCO, “Comprehensive Sexuality Education”, 2018).
Secondo questo modello, educare presto non significa introdurre contenuti inappropriati, ma creare basi sicure di conoscenza e consapevolezza che proteggono i bambini da confusione, paure e rischi.
Le terapie cognitivo-comportamentali di terza generazione come l’ACT, considerano il benessere psicologico come un equilibrio tra pensieri, emozioni, consapevolezza e contesto. In quest’ottica, l’educazione affettivo-sessuale non è solo informativa: contribuisce all’accettazione di sé, alla regolazione emotiva e alla crescita di un senso integrato di identità.
L’educazione affettiva sviluppa empatia, alfabetizzazione emotiva e capacità relazionali.
L’educazione al corpo e alla sessualità, modulata all’età, normalizza curiosità e cambiamenti corporei, promuove il rispetto dei confini e introduce precocemente il concetto di consenso.
La consapevolezza corporea riduce ansia, vergogna e narrazioni distorte legate al corpo o all’identità sessuale.
Un modello educativo efficace, secondo la ricerca pedagogica italiana, è modulare, progressivo e condiviso tra famiglia, scuola e professionisti (Università di Padova, Educazione all’affettività e alla sessualità, 2022).
Le evidenze più recenti indicano chiaramente che un’educazione sessuale completa e precoce riduce i rischi legati ad abusi, comportamenti sessuali precoci o non consapevoli, discriminazioni e violenza di genere.
Uno studio del 2023 evidenzia che programmi di educazione sessuale introdotti nella scuola primaria hanno un effetto protettivo significativo contro abusi e violenza sessuale sui minori (Najib et al., International Journal of Early Childhood Education and Services, 2023).
L’UNESCO sottolinea inoltre che l’educazione sessuale è associata alla diminuzione di gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili e comportamenti violenti (UNESCO, 2018). Secondo la World Health Organization (OMS), ogni anno nel mondo si registrano centinaia di milioni di nuovi casi di malattie sessualmente trasmissibili curabili. Gli adolescenti rappresentano uno dei gruppi a rischio tra i più colpiti. In termini generali, una persona su 20 giovani è stimata contrarre ogni anno una malattia di questo tipo.
Infine, il Consiglio d’Europa afferma che, se strutturata, favorisce società più inclusive, paritarie e rispettose (Council of Europe, 2020).
Dal punto di vista psicologico, introdurre fin da piccoli una narrazione serena e basata sulla consapevolezza riguardo affettività e sessualità contribuisce allo sviluppo di autostima, regolazione emotiva, capacità di riconoscere e comunicare i propri bisogni, rispetto dei confini propri e altrui, abilità relazionali sane
Questo è perfettamente coerente con i principi dell’ACT, secondo le quali evitare o reprimere temi complessi aumenta la vulnerabilità emotiva, mentre affrontarli in modo graduale e accogliente favorisce resilienza e adattamento.
Un’educazione che integra emozioni, linguaggio del corpo, rispetto e diritti prepara i ragazzi a relazioni future più sicure e appaganti.
Perché l’educazione affettivo-sessuale sia efficace, dovrebbe essere:
Adattata all’età: dal nominare le emozioni, alla privacy del corpo, fino ai concetti di consenso e pari rispetto.
Partecipata: famiglia, scuola e professionisti devono collaborare
Culturalmente sensibile: rispettosa dei valori familiari ma guidata da linee scientifiche e di tutela del minore.
Basata sul dialogo e non sulla vergogna: poiché silenzio e tabù non proteggono, ma disorientano.
In conclusione un’educazione affettivo-sessuale precoce non è una forzatura, ma un atto di cura. È coerente con i modelli psicologici moderni, con le evidenze scientifiche e con una visione del benessere che integra corpo, emozioni, relazioni e consapevolezza.
Non introdurla equivale a lasciare che i bambini apprendano da fonti incerte (internet, pari, media) che spesso distorcono la percezione del corpo, del desiderio e delle relazioni.
Al contrario, proporre fin dall’infanzia un’educazione modulata e scientificamente fondata significa offrire ai futuri adulti strumenti per una vita affettiva e relazionale più sana, consapevole e rispettosa.



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