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Vivere con il dolore cronico: come la terapia ACT può aiutare a ritrovare spazio nella propria vita


Vivere con il dolore cronico può essere estenuante. Non è solo una sensazione nel corpo: è qualcosa che può cambiare l’umore, limitare le attività, rendere difficile spiegare agli altri cosa si prova. Molte persone raccontano di sentirsi “bloccate” o di aver perso parti importanti della propria vita.

Quando il dolore non se ne va, è normale cercare di combatterlo in ogni modo. Ma a volte questa lotta continua finisce per consumare tutte le energie, senza portare il sollievo che speriamo.

L’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) offre una strada diversa: non chiede di smettere di sperare in un miglioramento, ma aiuta a non rimandare la vita in attesa che il dolore scompaia completamente. Il dolore cronico diventa pesante perché può funzionare come un “allarme” che non si spegne più. Anche quando non c’è più un pericolo reale, il sistema nervoso continua a inviare segnali che fanno male. A questo si aggiunge la fatica emotiva: la frustrazione, la paura di peggiorare, la sensazione di non farcela più. E questo può portare ad evitare attività per proteggersi. Ma, col tempo, questo può rendere la vita sempre più limitata, aumentando sofferenza e isolamento.

L’ACT si basa sull’accettazione. Una delle prime cose da chiarire è che questo non significa arrendersi. La terapia ACT insegna a smettere di consumare energie nella lotta contro ciò che non puoi controllare, per usarle invece in ciò che può davvero migliorare la tua vita.

L’obiettivo non è pensare positivo, ma creare spazio dentro di sè per i pensieri e le sensazioni difficili, senza lasciare che guidino ogni scelta.

In un percorso ACT, insieme al terapeuta si può imparare a osservare pensieri ed emozioni senza lasciarti travolgere; lasciare andare la lotta contro il dolore, riducendo lo stress che questa battaglia continua provoca; riscoprire i propri valori, cioè ciò che è davvero importante; fare piccoli passi verso una vita più ricca e significativa, anche nelle giornate difficili e usare esercizi di mindfulness per tornare al presente e respirare meglio nelle situazioni più pesanti.

Questi passi non eliminano il dolore, ma riducono la sofferenza che lo circonda e ti permettono di riprendere in mano la vita.

In conclusione non bisogna aspettare di stare perfettamente bene per iniziare a vivere, ma bisogna trovare un nuovo modo di essere con il proprio dolore, senza che questo prenda il controllo.


 
 
 

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